Una minuscola area di terra rossa, un conglomerato di argilla, calcare e ferro che rende poco drenante il sottosuolo e permette alle vigne di crescere e maturare lentamente in modo ottimale anche in una zona così calda (vendemmiano a inizio ottobre) siamo su un’altopiano, la ventilazione continua aiuta moltissimo e permette un gestione ottimale della vigna a regime biologico senza intervenire… la biodiversità del sottosuolo è incredibile e in continua crescita, complici anche le zone boschive adiacenti alle vigne, ciò ovviamente vuol dire più nutrimento per la vite e uva più buona.
Ci troviamo nel Monte Netto, di preciso nella minuscola denominazione CAPRIANO DEL COLLE (DOC di solo 40 ettari, volumi limitati e artigianali)
Se questa denominazione esiste ancora è merito di DAVIDE LAZZARI. durante la tesi di laurea si imbattè in un volume di Agostino Gallo, uno dei più grandi protagonisti dell’agronomia dal 500 ad oggi, nel quale erano citate alcune zone del monte come estremamente vocate per marzemino e verdicchio.. fino ad un secondo prima credeva che la viticoltura lì fosse cominciata con suo nonno, la verità è che già nel 400, sotto il dominio stabile della repubblica di Venezia, era presente e sotto i riflettori.. le successive fasi storiche turbolente, segnate dal passaggio di diverse potenze europee che si contendevano il controllo della regione durante le Guerre d’Italia, ne causarono la caduta nell’ombra.
Da quello momento Davide diede inizio a “la rivincita degli sfigati”, trovandosi in una posizione non facile a confine con la Franciacorta (denominazione nata dal nulla in 6 anni…. 🤐) cerca di valorizzare al massimo alcune zone di quel monte, concentrandosi in particolare su 9.5 ettari, grazie anche all’aiuto dell’Università di Brescia… il suo unico OBIETTIVO era semplice, far sì che capriano del colle continuasse ad esistere in futuro.. vedendo la sinergia e la cooperazione dei “vecioti” e dei ragazzi del posto direi ci sia riuscito.
Non gli interessava far chissà quali vini ne competere con la denomina vicina, e non gli interessa tutt’ora.












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